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Smallfoot - il mio amico delle nevi Recensione

Titolo originale: Smallfoot

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Smallfoot - Il mio amico delle nevi: la recensione del film d'animazione di Karey Kirkpatrick

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Smallfoot - Il mio amico delle nevi: la recensione del film d'animazione di Karey Kirkpatrick

Gli yeti vivono tutti lassù, in cima all’Himalaya, sopra alle nuvole che loro credono essere la fine del mondo, perché così hanno detto loro le Pietre, le tantissime tavole di una legge che impone loro di non fare domande e accettare lo status quo. Qualcuno però crede che le cose non stiano così, e gli viene dato del pazzo, fino a che un giorno il giovane e ortodosso Migo non s’imbatte nel leggendario “smallfoot”, ma nessuno gli crede, e allora Migo scende giù, al di sotto delle nubi, e al di sopra dei suoi pregiudizi.

Il meccanismo dell’inversione è chiaro e dichiarato fin dal titolo: qui il punto di vista non è quello degli umani, dei piedipiccoli, ma quello degli Yeti, che ci vedono come leggenda tanto quanto, nella realtà, noi consideriamo loro creature leggendarie. E saltellando tra una canzone rap e l’altra, tra un gag e l’altra, attraverso questa inversione Smallfoot mira a impartire, una sacrosanta lezione di tolleranza e di apertura: perché attraverso la conoscenza dell’altro, cadono i preconcetti, e cadono pure la paura e l’aggressività a scopo di difesa.

Karey Kirkpatrick e i suoi, però, non si sono mica fermati solo a questo. Hanno anche tirato fuori tutta una serie di discorsi sulla messa in discussione della verità costituita a favore dell’adozione del pensiero critico. Che però, a dire il vero, in epoca di negazionismo e complottismo diventati mainstream, appaiono giusto un pelo ambigui. E non si sono risparmiati anche la critica a un sistema sociale e mediatico (umani, non degli yeti) che spinge a tradire sé stessi e la propria integrità morale per un pugno di like sui social network.

Sfumature e sottotrame che diventano più evidenti al crescere dell’età dello spettatore, mentre per i più piccoli rimane la macrolezione sull’apertura dei propri orizzonti, oltre che tutto il divertente décor del film, che per personaggi e architetture yetesche sembra rifarsi vagamente allo stile delle illustrazioni del Dottor Seuss, mentre c’è tutto un versante smallfootiano che appare debitore alle animazioni di Genndy Tartakovskij della serie di Hotel Transylvania.
Niente di memorabile, insomma, ma nel complesso tutto piuttosto godibile.

Smallfoot - il mio amico delle nevi
Il Nuovo Trailer Ufficiale in Italiano - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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